DVB, che cos’è e come funziona…

9 March 2006 by Oissela

DVB (Digital Video Broadcasting) significa Diffusione Video Digitale: questa nuova tecnologia consente la diffusione di immagini televisive attraverso un mezzo digitale anziché analogico; la conseguenza immediatamente riscontrabile è l’aumento di qualità e prestazioni:

  • Qualità: il segnale digitale, grazie alla complessa tecnologia di soppressione del rumore e dei disturbi, presenta un grado di “pulizia” decisamente più elevato di quello analogico; ne risulta quindi che le immagini digitale siano del tutto prive di “bande”, “effetto neve”, nebbia e colori sbagliati. La TV digitale infatti, non ammette mezze misure: l’immagine si vede o non si vede; solo in alcuni casi, in cui si verifica un significativo calo della potenza del segnale, si possono vedere (per brevi intervalli di tempo) le cosiddette immagini “a quadrettoni”.

  • Prestazioni: non solo lo standard DVB garantisce un notevole aumento della qualità video, ma consente anche di trasmettere una maggior quantità di dati all’interno di ogni singola trasmissione. Oltre alle immagini, la tecnologia digitale consente anche l’utilizzo di sottotitoli (anche in diverse lingue), audio multicanale per impianti home-theatre, nonché testi informativi riguardanti i programmi (ad esempio ulteriori informazioni sul palinsesto programmato) tramite la EPG, Electronic Programming Guide, ossia Guida Elettronica alla Programmazione. In molto casi poi, grazie alla crescente interattività dei servizi, sarà possibile personalizzare quanto ricevuto sul teleschermo: collegando il ricevitore DVB (detto anche decoder) alla presa telefonica, è possibile inviare all’emittente segnali di ritorno (sfruttando gli standard DVB-RCS o DVB-RCT), sulla base dei quali l’emittente cambia le immagini ricevute. Grazie a questo meccanismo è quindi possibile accedere a ulteriori servizi di pay per view, oppure collegarsi alla propria banca e visualizzare sulla televisione il proprio estratto conto, o ancora effettuare votazioni e sondaggi in diretta; eccezion fatta per il pagamento on-line, queste possibilità (operazioni bancarie, votazioni, sondaggi) sono ancora in fase sperimentale e probabilmente verranno attivate in via definitiva sul digitale terrestre in un prossimo futuro.

Il DVB si distingue in:

  • DVB-S (la “S” sta per “satellitare”): in questo caso per ricevere i segnali video è necessario collegare il terminale ad un’antenna parabolica, che riceve i segnali direttamente dai satelliti posti in orbita geostazionaria.
  • DVB-C (la “C” per “cavo”): qui invece il segnale è ricevuto grazie ad un cavo coassiale.
  • DVB-T (la “T” sta per “Terrestrial”): il segnale video è ricevuto attraverso le normali antenne televisive, andando (per il momento) ad affiancarsi alle trasmissioni analogiche che siamo abituati a ricevere sulla TV di casa.
  • DVB-H (la “H” sta per “Handheld”): standard derivato dal DVB-T e funziona combinando gli standard del video digitale terrestre con l’Internet Protocol in modo da suddividere i contenuti in pacchetti di dati da trasferire su cellulari e palmari.

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